La Pro Loco Montagnana, in collaborazione con l’Associazione Murabilia, MontagnanaFilmForum, Rotary Club Este, e la Cartolibreria Gnesin Paola organizzano la Rassegna  “IL VENETO TRA LE RIGHE“, con il Patrocinio del Comune di Montagnana (clicca il seguente link per la locandina:  Veneto tra le righe 2019).

Gli incontri si svolgeranno nella Barchessa di Palazzo Pomello Chinaglia, alle ore 21, e sono ad ingresso gratuito. 

Di seguito i dettagli:

Venerdì 10 maggio 2019 – Maria Cristina Vitali presenta “Le creature dell’acqua” – Morganti Editori

L’antologia propone i racconti sulle mitiche e immortali ninfe dell’acqua. Nove scrittrici prestano la loro penna alle seducenti e ambigue creature chiamate dai mortali con molti nomi, fra cui, appunto, agàne. Lorenza Bellè, Stefania Conte, Lisa Del Gobbo, Erika Gallini, Maristella Leandrin, Manuela Quaglia, Vania Russo, Violetta Traclò e Maria Cristina Vitali regalano ai lettori la descrizione di luoghi reali che assumono l’aspetto ora sereno, ora inquietante, ora familiare, ora sconosciuto dato loro dalle agàne che vi abitano. Il lettore alla fine trasformerà il racconto in una guida letteraria e andrà a ricercare non solo i paesi ma anche le creature d’acqua che molti sostengono ancora di vedere

Giovedì 16 maggio – Alberto Peruffo presenta “Non torneranno i prati” – Cierre Edizioni

“In principio era l’acqua” (Talete). Ora non più, da quando in Veneto è venuto alla luce l’inquinamento da Pfas nelle falde e nei rubinetti di casa. Il più grande inquinamento dell’acqua nella storia d’Europa. Un disastro ambientale che la politica voleva ignorare, venuto alla luce soprattutto grazie alle migliaia di persone che si sono mobilitate: mamme e genitori No Pfas, comitati, centri sociali, ambientalisti, lavoratori e sindacati. Che sono riusciti infine a bloccarne la causa, la fabbrica Miteni di Trissino (Vi), fallita nel 2018. In questo libro si raccolgono gli scritti operativi, il nuovo lessico, le provocazioni dense di analisi culturale, scientifica e di conoscenza del territorio con cui l’autore, attivista culturale, prima linea No Pfas, ha “incendiato l’immaginario” della più importante rivolta popolare del Veneto recente contro le negligenze di una classe politica seduta sulle proprie poltrone e mai per strada. Dimentica di qualsiasi elementare geografia, con il risultato di trasformare il Veneto in una terra devastata. Una regione in mano a una nuova “razza” che ragiona e fa affari a spanne, creando danni irreversibili. Gli Spannoveneti.

Venerdì 24 maggio – Fulvio Ervas presenta “C’era il mare” – Editore Marcos y Marcos

Un’ispettrice tosta che attira gli sguardi e al poligono insegna alle donne a sparare: Luana Bertelli, questura di Venezia. Un ispettore che ora pensiamo come Giuseppe Battiston, ma che conosciamo da anni: Stucky, questura di Treviso. Due morti ammazzati: un ex giornalista e un ex sindacalista. Il primo morto è a Treviso: unico indizio un foglio bianco. Il secondo è a Marghera: qui invece campeggia una scritta rossa. Le due indagini – e i due scenari – si alternano incantandoci con immagini solari mentre realtà più oscure affiorano qua e là. Finché non si scopre un terzo corpo, a metà strada tra Treviso e Marghera. Questa volta è un avvocato e, come le precedenti vittime, anni prima, all’epoca delle ‘fabbriche tristi’, attaccava i colossi della petrolchimica a Marghera, che in dialetto significa ‘c’era il mare’.

Venerdì 31 maggio – Emanuela Canepa presenta “L’animale femmina” – Giulio Einaudi Editore

Rosita è scappata dal suo malinconico paese, e dal controllo asfittico della madre, per andare a studiare a Padova. Sono passati sette anni e non ha concluso molto. Il lavoro al supermercato che le serve per mantenersi l’ha penalizzata con gli esami e l’unico uomo che frequenta, al ritmo di un incontro al mese, è sposato. Ma lei è abituata a non pretendere nulla. La vigilia di Natale conosce per caso un anziano avvocato, Ludovico Lepore. Austero, elegante, enigmatico, Lepore non nasconde una certa ruvidezza, eppure si interessa a lei. La assume come segretaria part time perché possa avere piú soldi e tempo per l’università. In ufficio, però, comincia a tormentarla con discorsi misogini, esercitando su di lei una manipolazione sottile. Rosita la subisce per necessità, o almeno crede. Non sa quanto quel rapporto la stia trasformando. Non sa che è proprio dentro una gabbia che, paradossalmente, si impara a essere liberi. «Per molto tempo non ho avuto il coraggio di farlo. Poi mi sono detta che dovevo tentare, e alla fine ci sono riuscita. Perché sapevo che là dentro sarei morta. E io invece volevo vivere».

Info c/o la Cartolibreria Gnesin Paola in Piazza Vittorio Emanuele II, Montagnana